Quando la Vitovska è jazz!

Castello di Rubbia @ Grado Jazz

Il concerto, fine sé stesso. La mostra, fine sé stessa. La degustazione, fine sé stessa. Li dimenticheremo. L’idea di dover esser seduti a teatro, di degustare e guardare nel vuoto, di ascoltare senza vedere nulla. Questo è il passato.
Il futuro è un’arte plurisensoriale. E Castello di Rubbia meets Grado Jazz è stata una bella prova di questo!
Udito: i migliori jazzisti del panorama internazionale con le onde del mare a far da riverbero, soddisfatto. Gusto: stuzzichini di pesce (eh, ve l’ho detto... siamo a Grado!), soddisfatto. Vista: spettacolo in zona mare - invidiabile, soddisfatto.

Tatto: che sia l’abito di lino o la camicia di seta, con il jazz - che è uno stile di vita innanzitutto - vanno di brutto, soddisfatto. Gusto: hanno bisogno di presentazione forse i vini di Grad Rubije?, soddisfatto. Olfatto: idem come sopra.

L’entusiasmo di Natasa Cernic, che immortala il suo Vitovska Grado Jazz in una cartolina con i gogliardici Licaones. Una musica che pare nata per il cocktail lifestyle, per la mondanità, per i sorrisi, insomma per la bella vita. "L'etichetta per Grado Jazz è nata in modo naturale" mi racconta " proprio da questo connubio: nella mia mente la musica ed il vino sono un matrimonio felice". Come dargli torto?!
"Questa settimana in trasferta a Grado Jazz sarà anche formativa perché stiamo ultimando una nuova sala degustazione vini e sala concerti; l'ambiente parlerà molto anche di musica e ci permetterà di fare concerti tutto l'anno. Al piano superiore faremo un isolamento naturale ricoprendolo di terra, diventerà un giardino botanico e un enorme sala esterna per i concerti grazie alla cassa di risonanza naturale data dalla parete di roccia carsica che la circonda. E per lo storico castello di Rubbia che mio padre sta terminando, prevediamo di creare un'accademia di musica internazionale, grazie alla vicinanza con la Slovenia, la Croazia e l'Austria".

E così lo stand viene frequentato da musicisti, turisti, appassionati, fonici, organizzatori, giornalisti, critici. Amaro Freitas, pianista do Brasil superapplaudito, scambia sorrisi tra un sorso e una battuta. Paolo Fresu, abituato sicuramente al Cannonau è intravisto mentre si cimenta con il Terrano. Vino certamente anche adatto al blues sanguigno di Robben Ford, chitarra californiana che taglia a metà la notte gradesana. Certo lui sarà abituato ad uno schietto Bourbon e magari non conosce il rosso del Carso… pardòn, non conosceva... già che si parlava di matrimoni perfetti!
Tanti turisti, molti internazionali, per il concerto di chiusura degli Snarky Puppy, il collettivo statunitense più in voga del momento. Ebbene è presumibile che chi abbia degustato una vitovska sulle note del groove a stelle e strisce poi si sia portato a casa e l’una e l’altra esperienza. Anzi entrambe, perchè indissolubili. Quando tra tanti anni riascolteranno un disco degli Snarky penseranno al Castello di Rubbia, e se dovessero trovare in degustazione in qualche enoteca in giro per il mondo il Leonard, la loro mente andrà a quel tipo di sound. Inevitabile.

Natasa, proverbiale generosità, mi racconta di come ha iniziato. "Allora, i primi eventi musicali in cantina risalgono al 2010 quando il maestro di chitarra Corona, Conservatorio di Musica Tartini di Trieste, avendo sentito parlare della nostra cantina e della sua splendida acustica, ci ha proposto di fare un concerto per chitarra. L'evento ha portato 150 persone nella nostra cantina. È stato un esperimento che ricordo molto bene, volevo capire infatti la potenzialità acustica della cantina. Dovendo correre dietro a mia figlia che stava facendo i primi passi, ho ascoltato il concerto dall'esterno della cantina, si sentiva perfettamente tutto grazie al particolare riverbero che le volte del soffitto producono: il suono infatti si propaga lungo tutto lo spazio permettendo di ascoltare bene anche a chi si trova in fondo. Grande soddisfazione che mi ha spronato a continuare su questa strada… e questa sera eccomi perciò a Grado!"

Così dicevamo: udito, vista, gusto, tatto, olfatto. E una volta riuniti i sensi ecco che sorge l’anima.

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