On the road to San Martino

@Villa De Puppi, @De Claricini, @La Magnolia, @ Gigante Wine and Welcome

Quell’atmosfera uggiosa che sa di casa e che allo stesso tempo fa venir voglia di uscire a cercare riparo per l'anima: amici, conoscenti, sconosciuti, un buon bicchiere, castagne, fuoco. Ecco il dipinto classico. E ci sarà un motivo perché in queste giornate così tante poesie così tanti quadri così tante musiche sono state ispirate! Un pantalone di velluto a costine, profumi di fiori ormai appassiti, colori caldi che partono verso il crepuscolo e in quella morte si esalta la rigenerazione perpetua. Uno dei periodo più magici dell’anno, non c’è dubbio - San Martino.

Sentire, pensare, partire. Guidare nella zona dei Colli Orientali è un viaggio in una bolla temporale. Terepeutico e rilassante - uscire dal qui-ed-ora cullato da una bossa malinconica che passa in radio e dimenticarsi per un attimo anche del rapporto deficit PIL.

Villa de Puppi mi da il suo benvenuto con un mantello di leggerissima nebbia; qui c'è tutto quel che occorre – bellezza, misura, silenzio. ll pavimento a scacchi nella serra centrato a quattro colonne è il parterre ideale per l'esperienza perfetta da degustare in purezza - come ogni vino che qui si produce - mirando un viale che spacca idealmente il vigneto da noi al Nadir.
Atmosfera ovattata come ne Il giardino dei Finzi Contini, passi inconsciamente leggeri per non disturbare il conte, il mio occhio indiscreto casca sul labiale di una signora che recita <<dobbiamo ritornarci assolutamente>>. Si, credo che renda perfettamente l’idea.

Trovo esaltante passeggiare come un flaneur perdigiorno nel parco di Villa de Claricini Dornpacher con un calice di bollicine - ragione in più per atteggiarmi - ed in maniera pressochè distratta esclamare sottovoce that's life!
Piante di limone circondano come guardie immobili un quadrato di fontane e fauni che ti danno il più prezioso dei benvenuti al suono di lira e flauto fanno il resto. Una coppia di turisti, dal cui sorriso si intuisce la ricerca di una meta fortunata per il loro matrimonio, contemplano il Guido da Tavagnacco - rosso, caldo, avvolgente. Sdrammatizzare con inclinazione del labbro ed un brindisi alla bellezza che salverà il mondo, forse.
Con Paolo Dolce – direttore dell'azienda - si parla della genuinità del prodotto Friuli e di potenzialità ancora inespresse intercalando sullo spirituale.
<<Abbiamo sostituito la parola Dio con la parola algoritmo>> è una boutade del sottoscritto alla quale il mio ospite divertito rincara meravigliandomi di coltivazioni di farro e miglio, e – soprattutto - con l'orgoglio di chi sta per Creare (uso la C maiuscola) qualcosa di importante.
Arte al primo posto incoronata da Atena all'ingresso del palazzo, panche che si trasformano in inginocchiatoi da far invidia all'Ikea, ancora un giro su me stesso e qualche chiacchiera improbabile nel giardino all'italiana.
Paolo è una persona cristallina: mi introduce al discorso del pane e del vino con un’accezione che ha del biblico. E poi mi saluta con un sorriso forte e rassicurante accennando ad energie sottili che approfondiremo.

Taglio curve morbide come un novello Prost su quella che è a mio avviso la strada più bella della nostra regione: la nostra personale Romantische Strasse, from Cividale to Corno di Rosazzo.
Obiettivo La Magnolia, località Spessa. Cristina Cozzarolo è una bomba di energia e cordialità. Qui l'accoglienza è di casa. Biglietto da visita. Ubi Es mi riscalda mentre conversiamo amabilmente di nuove tecnologie e di spersonalizzazione dell'individuo così come di umanità e gentilezza che fanno sempre la differenza a contraltare. Le racconto che ho conosciuto il suo nome a Milano - zona aperitivo Navigli - mentre la voce del figlio Alberto rimbomba in cantina con un onorevole continuerò! - riferito all'azienda di famiglia.
Esperienze, incontri casuali che casuali non sono mai. Mi si avvicina Barbara, una cliente storica che arriva da Trieste, per testimoniare l'amore verso l’azienda, i prodotti e la generosità umana e non solo di chi la gestisce. Il tutto decisamente confermabile. L'impressione, quando te ne vai, è di salutare dei vecchi amici.

Qualche chilometro più a sud Adriano Gigante fa sfoggio delle sue qualità di showman dell'enoturismo. Prende per mano una comitiva e la conduce sui sentieri della filosofia steineriana virando verso il wellness, accenno simil-cinematografico alla grande gelata del '57 e princìpi di numerologia, continuando con  l'equilibrio di sistema e i danni delle multinazionali intermezzati dalla sua passione suprema – il ballo. L’ home-made storytelling che sfoggia è coinvolgente, entusiasmante, addirittura credibile quando espone il teorema che <<se non avessi fatto il vignaiolo avrei fatto l'autodemolitore>>. Come fa a non esserti simpatico?!
Eleganza, misura, valore identitario – Sopra Tutto.
Ancora aneddoti con il tecnico di Gaja che esalta il terreno. Il terreno che <<fa tutto lui o quasi>>, piccola bugia che gli si perdona con estremo piacere.
Adriano si piace, ci piace e piace ancora di più quando in maniera quasi assorta ti rende partecipe dei suoi prodotti, pluristellati.

Avventori della domenica, affezionati, collaboratori, uomini d’affari, curiosi, seguaci del Movimento, dandy in cantina. Incontrarsi in luoghi magici, e se non lo sono - renderli tali. Condividere esperienze, emozioni, stralci di vita. Acquisire e dare generosità, proprio come il Santo Patrono della giornata.
Che cosa dicevo in proposito?
- Ah si... questa è la Vita!

Massi Boscarol

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