
Vendemmia in Friuli Venezia Giulia @Luigi Vitale photo
L’altro giorno abbiamo pubblicato sul nostro profilo facebook Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia un link ad una delle previsioni circa la vendemmia in corso. Non si trattava di dati specifici per la nostra regione, anche se veniva citato un prospetto di sostanziale parità produttiva in termini di quantità rispetto al 2010 per il Friuli Venezia Giulia. A quel link abbiamo ricevuto un commento da un responsabile di una delle nostre aziende vitivinicole associate, Dimitri Pintar di Villa Rubini, che ci indicava di “prendere con le pinze” le previsioni. E da qui è nata la nostra richiesta proprio a Dimitri di risponde con franchezza ed immediatezza ad alcune nostre domande, così da chiarire curiosità e fornirci il punto di vista privilegiato di chi in questi giorni sta passando tutta la sua giornata in vigneto e cantina.
Mtv Fvg: Ciao Dimitri, ci racconti prima di tutto la collocazione territoriale della tua azienda, così possiamo avere un chiaro riferimento della tua esperienza.
Dimitri: La nostra azienda si trova a Spessa di Cividale nei Colli Orientali del Friuli.
Mtv Fvg: Lo spunto di questo nostro colloquio nasce dal fatto che sulla stampa sia cartacea che web circolano voci contrastanti circa l’andamento della vendemmia 2011 in Italia e in Fvg. Si tratta di proiezioni certo, ma che attendibilità hanno e su che basi vengono elaborate secondo te?
Dimitri: Certo che sono proiezioni, ma anche le proiezioni dovrebbero avere una buona attendibilità. In passato ho personalmente collaborato alla redazione di queste previsioni. Gli enti operanti sul territorio trasmettono le previsioni per la propria area di competenza ad un organismo centrale che elabora e diffonde questi dati. Questo viene solitamente eseguito a metà luglio e poi i dati vengono diffusi e continuano a rimbalzare su giornali, siti internet ecc. fino a dicembre/gennaio, senza preoccuparsi se nel frattempo qualcosa sia cambiato. Tornando all’inizio della catena, c’è da dire che si tende a trasmettere sempre stime più ottimistiche della realtà. Il perché non mi è chiaro e crea nei consumatori (termine brutto ma sintetico) una diffidenza nei confronti del nostro settore. Un esempio su tutti, 1 settimana dopo una grandinata che ha danneggiato il raccolto su una superficie di 400 Ha l’Ansa (ripresa poi da altre agenzie) titolava un aumento di produzione del 10% nel Collio (l’area più colpita), lascio solo immaginare la serie di insinuazioni che sono seguite. L’unica previsione certa per quest’anno è che ci sarà un calo della produzione, difficilmente quantificabile a causa di un andamento stagionale del tutto inusuale ed imprevedibile.
Mtv Fvg: Ci farebbe piacere se ci potessi raccontare come sta andando la vostra vendemmia 2011, quali i plus e quali le problematiche.
Dimitri: Rispetto alle nostre previsioni stiamo avendo, a seconda della varietà, cali dal 20 al 30%. L’andamento climatico di luglio ci ha costretto ad intervenire con diradamenti importanti. Ma il caldo e la siccità di agosto, non ha poi portato ad un regolare aumento di peso dei grappoli. Comunque, visto che il nocciolo sono previsioni errate, anche in vigneti che seguo personalmente, dove non sono stati effettuati diradamenti, si registrano cali di produzione. I plus di quest’anno sono, primo fra tutti, lo stato sanitario delle uve che si può definire perfetto. Un settembre mite permetterà un’ottima maturazione delle uve nere, determinando una grande annata per i vini rossi. Tra le problematiche, le alte temperature che abbiamo riscontrato specialmente nella seconda metà di agosto. Queste hanno forzato quasi tutte le aziende a vendemmiare dalle prime luci dell’alba, interrompendo poi la raccolta appena la temperatura delle uve iniziava ad aumentare. Nei primi mosti che hanno terminato la fermentazione ritroviamo già tutte le note fruttate tipiche del nostro territorio, segno che il fatto di aver raccolto nelle ore più fresche della giornata ha permesso di rispettare il frutto e gli aromi primari.
Mtv Fvg: Dicci la verità, il vino si fa in vigna oppure in cantina?
Dimitri: In vigna, non può essere altrimenti. Lì sta la differenza tra vini di massa, standardizzati in cantina, e vini di territorio.
Mtv Fvg: In questo periodo di vendemmia, un enoturista può venire a farvi visita? Quali sono le attività che gli dedicate?
Dimitri: La nostra azienda da sempre si è adoperata per l’accoglienza dell’enoturista, e quando dico da sempre, intendo da prima che la parola enoturista fosse coniata. Anche in periodo di vendemmia abbiamo tutti i servizi che offriamo durante il resto dell’anno, una sala degustazione aperta dalle 10 alle 18, personale dedicato e preparato, in grado di offrire un tour storico nel parco secolare o una passeggiata nei vigneti spiegando le tecniche colturali della viticoltura biologica. Dal 4 settembre abbiamo anche ripreso l’apertura al sabato e la domenica. L’unica limitazione è, per motivi di sicurezza , l’accesso alla cantina, ma i nostri ospiti potranno inebriarsi dei profumi dei mosti in fermentazione che invadono tutta la corte.
Mtv Fvg: Ultima domanda un po’ fuori tema! La vostra aziende è molto attiva nella commercializzazione sui mercati esteri. Quali i vostri mercati di riferimento in quest’ultimo anno e quali secondo te i mercati sui quali contare prossimamente?
Dimitri: Non c’è dubbio che per il futuro le economie emergenti rappresenteranno un buon mercato per i vini, ed anche per il vino friulano. Ad oggi questi mercati sono in grado di assorbire grandi volumi di vini a basso costo o vini di altissimo prestigio, intendendo grandi firme. Entrambi i segmenti lasciano oggi poco spazio al vino friulano. I nostri mercati esteri di riferimento sono ancora i mercati classici del nord America ed Europa. Il trend di consumi di vino è in crescita, nonostante la situazione economica non felice. In nord America in particolare c’è ancora molto lavoro da fare, il vino friulano è pressoché sconosciuto. Quando parliamo di Asia i numeri in ballo sono impressionanti, ma su 1 miliardo e 200 milioni di Cinesi, solo 10 milioni sono i consumatori abituali. In un paese piccolo come l’Austria, il 89% del vino consumato è DOP (contro il 29% in Italia). E’ questo l’obbiettivo per i prossimi 10-15 anni, portare i consumatori di casa nostra (Italia, Europa e Nord America) a bere vini di qualità. Per fare ciò ci vuole la collaborazione di tutti gli operatori, primi noi produttori che dobbiamo proporre un buon vino ad un giusto prezzo, passando per i distributori fino ai ristoratori. La nostra è una piccola regione che produce poco più di 1 milione di ettolitri, diviso in imprese famigliari, non può competere nella GDO Cinese (o di altri paesi) con le grandi industrie enologiche.